Sylvaner Hautnah 2014 - Garlider
Se il Sylvaner classico è un racconto di freschezza, l'Hautnah 2014 è un romanzo d’appendice: profondo, stratificato e incredibilmente persistente. Il nome "Hautnah" significa letteralmente "a fior di pelle", un riferimento diretto alla lunga macerazione sulle bucce che regala a questo vino un’anima da rosso vestita d’ambra.
L'annata 2014, complessa e fresca, ha permesso a Christian Kerschbaumer di creare un vino che oggi, a distanza di anni, sfoggia una vitalità e una struttura minerale commoventi.
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Il colore: ambra lucente con riflessi ramati. Non è filtrato, quindi aspettatevi una leggera e nobile velatura che ne testimonia l'integrità.
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Il profumo: un naso "selvaggio" ma elegantissimo. Note di scorza d’arancia candita, resina di pino, propoli e albicocca disidratata. Con l'ossigenazione emergono sentori di tè nero e pietra focaia.
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Il sorso: qui l'Hautnah rivela la sua natura. È materico, quasi masticabile, con un tannino leggero e setoso. La freschezza del 2014 pulisce il palato, lasciando una scia salina che dura minuti.
Questo vino nasce da una selezione estrema delle uve nei vigneti più alti di Velturno. La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni, e il contatto prolungato con le bucce estrae non solo colore, ma tutto il patrimonio aromatico e strutturale del Sylvaner. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione: solo uva, tempo e scisto.
🍽️ Abbinamenti "Coraggiosi"
Dimenticate gli abbinamenti classici da bianco. L'Hautnah 2014 regge il confronto con piatti complessi:
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Formaggi erborinati: uno Stelvio stagionato o un Gorgonzola piccante.
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Cucina etnica: piatti indiani speziati (curry di agnello) o anatra laccata alla pechinese.
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Piatti di terra: risotto ai tartufi o funghi porcini trifolati con abbondante timo.
Il nostro consiglio: Trattatelo come un grande rosso. Servitelo a 12-14°C in calici ampi e, se potete, apritelo una mezz'ora prima. È un vino che ha bisogno di "sgranchirsi le gambe" dopo anni in bottiglia.
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