Lanò 2020 - Bruno Traclò
Blend di uve autoctone calabresi (Lacrima piccola di Bova, Nerello Calabrese, Castiglione, Nocellara, Guardavalle, Tundhulidda) - Rosso
Se l'annata 2019 ha rappresentato la conferma del progetto di Bruno Traclò, il Lanò 2020 ne incarna la vibrazione e la pienezza espressiva. Questo blend di vitigni reliquia della Calabria Grecanica (Lacrima piccola di Bova, Nerello Calabrese, Castiglione, Nocellara, Guardavalle e Tundhulidda) continua a essere un manifesto di resistenza viticola. Le uve, raccolte in un'annata caratterizzata da una luce mediterranea purissima, si fondono in un rosso che è lo specchio di un territorio aspro e meraviglioso. Il Lanò 2020 non è solo un vino, ma un mosaico liquido che protegge la biodiversità locale, offrendo un sorso che sa di sole, di vento ionico e di una sapienza contadina che non si arrende al passare dei secoli.
Alla vista: rosso rubino profondo, luminoso e di grande consistenza cromatica, con una vivacità che preannuncia un frutto ancora integro.
Al naso: un bouquet esplosivo e selvaggio. Emergono sentori di marasca matura, carruba e prugna secca, arricchiti da note balsamiche di eucalipto e macchia mediterranea. Con l'apertura si avvertono spezie dolci e una nota di grafite che testimonia la mineralità del suolo.
Al palato: l'ingresso è caldo, potente ma sorretto da una freschezza sorprendente. La 2020 si distingue per un tannino più rifinito e setoso, che avvolge il palato senza aggredirlo. Il sorso è succoso, quasi masticabile, con un finale che sfuma lentamente verso note di tabacco e radice di liquirizia.
Perché scegliere il Lanò 2020 di Bruno Traclò?
Rispetto ai rossi calabresi più moderni e "puliti", il Lanò 2020 brilla per integrità e carattere ancestrale. È la scelta ideale per chi cerca un vino "di cuore e di terra", privo di mediazioni enologiche eccessive. Un vino che sa essere al contempo complesso e rustico, dedicato a chi ama le sfumature imprevedibili di un blend di campo e desidera supportare il lavoro di chi, come Bruno Traclò, salva dall'estinzione la storia enologica della Calabria.
Consigli di Degustazione
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Quando berlo: perfetto da godere oggi per la sua carica aromatica travolgente, ma dotato di una struttura tale da permettergli di affinare superbamente per i prossimi 6-8 anni.
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Temperatura: 18°C; l'ossigenazione è fondamentale, dunque stappatelo almeno mezz'ora prima della mescita.
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Abbinamenti: la sua anima mediterranea lo rende ideale per piatti intensi come la "’nduja" di Spilinga, costolette d'agnello alla brace con erbe aromatiche o una lasagna al forno tradizionale. Magnifico se sorseggiato accanto a formaggi caprini stagionati o a una selezione di salumi calabresi d'Aspromonte.
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