Valpolicella Superiore Poderecastagne 2019 - Azienda Agricola Camerani
Parliamo di Marinella Camerani, una delle "signore della biodinamica" italiana. Il Poderecastagne 2019 non è il solito Valpolicella Superiore piacione e muscoloso; è un vino di luce, di bosco e di altitudine.
Nel 2026, l'annata 2019 si trova in uno stato di grazia assoluto: ha smussato le spigolosità della gioventù per rivelare una complessità terrosa e una profondità che pochi rossi della zona possono vantare.
Dimenticate le estrazioni forzate e i residui zuccherini. Il Poderecastagne nasce da una vigna situata a circa 400 metri di altitudine a Mezzane di Sotto, dove il calcare bianco domina il suolo. Qui, Marinella Camerani pratica una viticoltura che ascolta la terra, traducendola in un vino che è un inno alla finezza e alla longevità.
Il 2019 è un'annata equilibrata, "classica" nel senso più nobile del termine. Al naso colpisce per la pulizia: marasca fresca, pepe bianco, radice di liquirizia e un tocco balsamico di eucalipto. In bocca è vibrante, quasi teso, con una freschezza minerale che invita immediatamente al secondo sorso. Il tannino è presente ma finissimo, tipico di chi sa aspettare la perfetta maturazione fenolica in vigna.
Perché è un vino imperdibile?
- Oltre l'appassimento: a differenza di molti "Superiore" che cercano di scimmiottare l'Amarone, il Poderecastagne punta sulla freschezza e sulla bevibilità gastronomica.
- Rigore biodinamico: ogni sorso racconta di un ecosistema sano, senza artifizi chimici né in vigna né in cantina.
- Evoluzione straordinaria: arrivato nel 2026 con 7 anni sulle spalle, dimostra che il Valpolicella può invecchiare con la stessa nobiltà di un grande nebbiolo.
Il nostro consiglio: servitelo a 16-18°C in un calice ampio. È un vino che ama la cucina di terra: perfetto con una tagliata di manzo al rosmarino, fegato alla veneziana o un risotto all'isolana. Se volete osare, provatelo con formaggi di malga stagionati; la sua acidità pulirà il palato in modo magistrale.
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