Rossese di Dolceacqua Doc Bricco Arcagna 2011 - Terre Bianche
Il Rossese di Dolceacqua DOC "Bricco Arcagna" 2011 di Terre Bianche rappresenta l'aristocrazia del Rossese. Prodotto da vigne centenarie situate in uno dei "cru" (nomi tecnici locali: nomeranze) più prestigiosi di Dolceacqua, questo vino è il simbolo della scommessa vinta da Filippo Rondelli: dimostrare che il Rossese non è solo un rosso leggiadro, ma un fuoriclasse capace di sfidare i decenni. L'annata 2011, calda e generosa, ha regalato un'estrazione superiore, trasformando il Bricco Arcagna in un vino monumentale, dove la potenza del sole incontra la finezza del Flysch.
Alla vista: si presenta con una veste rosso granato luminosa, che mostra una trasparenza elegante ma densa. I riflessi virano verso l'aranciato, tipici di un lungo e nobile invecchiamento in bottiglia.
Al naso: un'esplosione di complessità. Le classiche note di piccoli frutti rossi si sono evolute in confettura di visciole, rose appassite e chinotto. Emerge una speziatura profonda di pepe nero e chiodo di garofano, intrecciata a sentori terziari di tabacco dolce, cuoio e quella caratteristica nota ematica e ferrosa che identifica il terroir di Bricco Arcagna.
Al palato: l'ingresso è vellutato e aristocratico. Il tannino, un tempo vibrante, è ora perfettamente integrato e setoso. Nonostante la struttura imponente per la tipologia, mantiene una freschezza sorprendente che ravviva il sorso. La chiusura è lunghissima, sapida e balsamica, con un ritorno di liquirizia e macchia mediterranea.
Perché scegliere il Rossese Bricco Arcagna 2011?
Scegliere questa bottiglia significa assaggiare un pezzo di storia della viticoltura ligure. Il Bricco Arcagna 2011 è la prova che il Rossese, quando proviene da vecchie vigne e annate solari, raggiunge vette di eleganza paragonabili ai grandi Pinot Nero o ai Nebbioli di razza. È il vino perfetto per chi desidera un rosso evoluto, capace di raccontare la terra arsa dal sole e il vento di mare, lontano dagli stereotipi dei vini rossi pesanti e muscolosi.
Consigli di Degustazione
Quando berlo: da gustare ora per coglierne la magica fase di maturità. È un vino che trae grande beneficio da una breve ossigenazione in calici ampi.
Temperatura:16-18°C. Trattatelo con la cura riservata ai grandi rossi da lungo affinamento.
Abbinamenti: predilige piatti intensi e nobili. Straordinario con il piccione arrosto, la selvaggina da piuma o il tradizionale coniglio alla ligure con olive e pinoli. Si accompagna magnificamente a brasati a lenta cottura o a formaggi erborinati e stagionati di grande struttura.
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