Chablis Premier Cru Vau de Vey 2021 - Domaine Roland Lavantureux
100% Chardonnay - Bianco - Fermentazione in acciaio; il 50% della massa matura in legni di rovere (20% nuovi)
Il Chablis Premier Cru "Vau de Vey" 2021 del Domaine Roland Lavantureux è un vino di straordinaria tensione, proveniente da una delle parcelle più ripide e fresche di tutta la denominazione. Il "Vau de Vey" è un Climat situato in una stretta valle laterale sulla riva sinistra del Serein, dove la pendenza estrema obbliga a una viticoltura quasi eroica. I fratelli Arnaud e David Lavantureux interpretano questo terroir con una mano magistrale: l'annata 2021, fresca e vibrante, trova un equilibrio perfetto grazie alla scelta di far maturare metà della massa in legno di rovere, una tecnica che dona complessità senza scalfire l'anima minerale del vino.
Alla vista: giallo paglierino brillante con luminosi riflessi dorati e sottili sfumature verdoline, indice di grande freschezza.
Al naso: il bouquet è profondo e stratificato. Si apre su intense note minerali di gesso e pietra focaia, tipiche del suolo kimmeridgiano, che si fondono a sentori di agrumi maturi e fiori bianchi. Il passaggio in legno (per il 50% della cuvée) arricchisce il profilo olfattivo con delicati accenni di vaniglia, mandorla tostata e una leggera nota burrosa che aggiunge nobiltà all'insieme.
Al palato: l'ingresso è potente e verticale. Colpisce per il contrasto affascinante tra la cremosità data dall'affinamento in legno e la lama acida, quasi elettrica, tipica del vigneto Vau de Vey. La struttura è importante e materica, con una progressione sapida che sfocia in un finale lunghissimo, segnato da una scia iodata e da un ritorno di scorza d'agrumi.
Perché scegliere il Vau de Vey di Lavantureux?
Rispetto ai Premier Cru vinificati solo in acciaio, questa etichetta offre una dimensione tattile superiore. È la scelta ideale per chi cerca uno Chablis di grande spessore, capace di unire il rigore minerale del nord della Borgogna a una complessità aromatica "da grande vino bianco", dove il legno è usato come uno strumento di precisione per esaltare, e non coprire, la tipicità del suolo.
Consigli di Degustazione
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Quando berlo: splendido oggi se lasciato ossigenare nel calice, ma possiede un potenziale di invecchiamento notevole, con un picco espressivo previsto tra i 7 e i 12 anni.
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Temperatura: 12°C (per non mortificare la complessità aromatica data dal legno).
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Abbinamenti: la sua struttura lo rende perfetto per piatti di alta cucina: astice con burro salato, pesci nobili (come il rombo) in salse cremose, o carni bianche raffinate. Eccellente anche con un Comté d'alpeggio stagionato.
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